Software testing: come si collaudano i software?

Software testing: come si collaudano i software?

Si tratti di software per app, chatbot o dispositivi IoT, software gestionali come nel nostro caso, per avere clienti soddisfatti e processi fluidi è necessario effettuare dei test sui software, passo dopo passo.
Realizzare un software a prova di errore deve essere l’obiettivo di qualunque sviluppatore ed è senz’altro il sogno del business delle aziende, in un mondo in cui la digitalizzazione è ormai all’ordine del giorno. I software stanno diventando il principale strumento di relazione. Scopriamo insieme le fasi.

Testing del software.

Il testing del software è indispensabile per garantire la qualità del prodotto che si sta sviluppando, sia per scoprire gli errori (bug) sia per offrire all’utente finale una User eXperience (UX) sempre più soddisfacente.
Nei modelli di sviluppo tradizionali (waterfall) il testing è previsto di solito una volta conclusa la scrittura del codice, mentre nella logica agile/DevOps, ormai sempre più diffusa, è parte integrante del modello di sviluppo.

Quando effettuarlo?

Vista la velocità e i tempi sempre più ristretti di rilascio, l’ideale sarebbe effettuare test sui software quando sono ancora prototipi, così da trovare da subito eventuali errori. In altri casi, è sicuramente utile collaudare il software prima del rilascio, sulla base di test preparati appositamente dal team interno. Il test, in ultimo, ma non per importanza, dovrebbe essere effettuato da persone esperte (non interne alla squadra che l’ha progettato).
In ogni caso, prima del rilascio, è necessario fare più cicli di test per ridurre la probabilità di errori, soprattutto perché può accadere che ogni errore individuato e risolto ne generi o evidenzi degli altri.

I test hanno lo scopo principale di valutare le funzionalità del programma per identificare eventuali bug e malfunzionamenti. Esistono diverse tipologie di test: manuali, semiautomatizzati (dove il tester è aiutato da tool) e totalmente automatizzati. Per testare al meglio un software esiste un metodo efficace: il crowdtesting.
Le modalità tradizionali risultano troppo costose; il crowdtesting mette a disposizione una community di tester qualificati che viene interpellata per collaudare prodotti e servizi digitali. I tester possono essere selezionati in base al target del software.

Uno dei vantaggi sta nell’approccio “fresh eye” dove, qualora ci fossero, è più semplice individuare dei bug che lo sviluppatore, conoscendo il prodotto, non riesce a vedere. Un altro vantaggio è sicuramente dato dall’enorme numero di dispositivi messi a disposizione su cui testare il software. In ultimo, la rapidità di risposta del crowdtesting.

Per concludere, l’approccio testing è sempre più efficace ed è in grado di dare risposte tempestive in tutte le fasi di sviluppo: dalla progettazione al rilascio fino alla totale ottimizzazione, in base alle esigenze di tutti gli utenti.

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